In questa puntata verrà trattato come i due programmi gestiscono le immagini e più in generale gli oggetti (fogli di calcolo, grafici e così via) presenti nel documento di testo.
Word mostra un’interfaccia semplice e abbastanza chiara per configurare immagini e oggetti esterni e rende disponibili davvero tante opzioni:
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Possibilità di gestire l’ancoraggio
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Scorrimento dell’immagine
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Inserimento della didascalia
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Gestione dimensione/posizione immagine
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Possibilità di ridimensionare/ritagliare l’immagine in modo interattivo
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Possibilità di sostituire l’immagine con un apposito tasto “cambia immagine”
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Possibilità di ruotare l’immagine
Le opzioni offerte da Word sono abbastanza esaurienti e permettono davvero di fare tutto. Spostiamoci su Writer e verifichiamo se ci manca qualcosa. Come tutte le altre cose, writer gestisce anche le immagini e gli oggetti tramite degli “stili”, che potete selezionare dallo stilista esattamente come accade per i paragrafi e i modelli di pagina. Questo consente di poter gestire in modo razionale gli oggetti e conferma come Word sia carente di uno strumento come lo stilista. Le opzioni gestibili da Writer sono più o meno le stesse: si gestisce l’ancoraggio e lo scorrimento e ovviamente anche la didascalia e la posizioni dell’immagine anche se vedremo come ci possono essere differenze nel modo di gestire queste cose fra i 2 programmi. Per quanto riguarda la possibilità di ritagliare l’immagine è possibile farlo anche in Openoffice con la differenza che in Word andiamo a impostare la zona da ritagliare direttamente sull’immagine, in Writer invece si possono impostare solo le dimensioni e vedere i risultati su una piccola anteprima e quindi è leggermente meno intuitivo ma non credo valga la pena comprarsi o crackare Word per questo. Una mancanza di Openoffice è l’impossibilità di ruotare un’immagine, non ho trovato il modo di farlo.
La possibilità di fare il cambio immagine non c’è in Writer ma di fatto non è così utile se il programma non distrugge l’impaginazione quando cambiamo l’immagine e devo dire che nessuno dei due programmi si è dimostrato così scandaloso.
Fino adesso abbiamo parlo delle funzionalità previste dai 2 programmi, ma non degli effetti che si possono avere. Il vero problema delle immagini e degli oggetti in generali è la loro posizione nel testo che deve rimanere come la desideriamo anche se viene aggiunto testo prima e dopo. In un lavoro di tesi si vuole tipicamente che l’immagine rimanga dove si trovi e scorra con il testo. Naturlamente il testo deve stare sopra e sotto e non a fianco. Altri desideri dei tesisti alle prese con la scrittura dell’elaborato ma spesso non esauditi da nessuno dei due programmi, sono quelli di evitare che le immagini si posizionino fra 2 pagine, lascino buchi enormi o si allontanino troppo dalla posizione iniziale. Questi sono problemi non sempre risolvibili perché la soluzione di uno porta al peggioramento di un altro. Pensiamo ad esempio che il nostro elaboratore di testi cerchi sempre di elimare i buchi lasciati dalle immagini: per farlo sposterà il testo, facendo scorrere le figure su e giù e rischiando quindi di portare le immagini troppo lontane dal loro riferimento nel testo e costrigendo di conseguenza chi legge a sfogliare diverse pagine per trovare la figura riferita nel testo. Questo è un problema tipico di chi usa latex e che spesso capita nei testi scientifici dove il numero di immagini è grande rispetto al testo scritto. Il procedimento opposto, ovvero quello di lasciare sempre l’immagine vicina al riferimento o comunque a dove l’abbiamo messa è comunque pessimo perché causerebbe buchi enormi nell’impaginazione. Mentre latex fa una scelta ben precisa per quanto comunque indesiderata, Word e Writer gestiscono questa cosa un po’ a caso. L’immagine tipicamente tente a stare dove l’abbiamo messa, ma se per qualche motivo non ci sta si sposta ovunque, anche in pagine successive. Questo comportamento è poi fortemente dipendente dallo scorrimento impostato (soprattutto in Word). Dato che ogni scrittore ha i suoi gusti la cosa migliore sarebbe poter spostare l’immagine a proprio piacimento e senza difficoltà. Anche questo non sempre è vero e prima di tutto è necessario spiegare come funziona la didascalia perché è gestita in modo di verso nei due programmi.
In Word la discalia può essere gestita in due modi: o come una riga di testo posta subito sotto l’immagine, oppure come una casella di testo posta sempre sotto la figura. La possibilità di capitare in un caso o nell’altro dipende purtroppo dalla scorrimento impostato. Se impostate lo scorrimento di default che mette word la didascalia sarà una riga di testo sotto l’immagine; per gli altri casi sarà una casella di testo. In ogni caso la didascalia è vista come un oggetto separato e quindi se spostate l’immagine la didascalia non vi segue. Questo è molto scomodo e anche stupido per certi versi.
In Openoffice invece aggiungendo la didascalia automaticamente l’immagine viene inserita all’interno di una cornice che riunisce immagine e didascalia. Anche questa struttura ha un suo difetto: di default la didascalia sarà larga quando l’immagine: se questa è piccola può succedere che la didascalia debba andare a capo e a molti può non piacere questa configurazione. La cosa più grave è che allargare la cornice non è così semplice e crea parecchi problemi. Su questo openoffice può migliorare.
Torniamo quindi al discorso delle immagini che si spostano: in una tesi è più opportuno impostare uno scorrimento “sopra e sotto” o “separato” in modo che il testo non si frapponga all’immagine. Questo non garantisce però che l’immagine non si sistemi fuori dai margini superiore o inferiore, o addirittura a cavallo fra due pagine consecutive. Entrambi i programmi hanno problemi di questo tipo e l’unica soluzione è finire il testo completo di immagini senza badare troppo all’impaginazione, e solo alla fine occuparsi di impaginare il testo nel modo desiderato.
In conclusione sul versante della gestione immagini i due software sono abbastanza equivalenti anche se bisogna ammettere una leggera superiorità di Word che risulta un po’ più intuitivo al prezzo però di avere le didascalie separate dell’immagine che è risolto in modo abbastanza brillante da Openoffice.
Potete trovare qui le puntate precedenti:
Introduzione: Microsoft Office 2007 vs OpenOffice.org 2.3: la serie
Prima puntata: Ms Word 2007 vs OpenOffice Writer 2.3: Interfacce grafiche
Seconda puntata: Microsoft Office 2007 vs OpenOffice.org 2.3: Stili, numerazione capitoli
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