Siamo finalmente giunti alla quinta puntata della serie. Mi scuso per il lungo periodo in cui non ho portato avanti queste serie, ma ho avuto davvero poco tempo per portare avanti questi articoli. Finalmente però sono riuscito a completare la quinta puntata
Questa volta si tratta di uno degli aspetti più importanti in una scrittura di una tesi ma anche in generale di testi con figure, capitoli e via dicendo. Una delle funzionalità importanti per un programma è quella di gestire i cosiddetti riferimenti incrociati e le didascalie. Per riferimenti incrociati intendo la possibilità di inserire riferimenti nel testo che siano legati a figure, equazioni, tabelle, titoli e/o numeri di capitolo o paragrafo oppure ancora punti particolari del testo (pagine, paragrafi). Questi riferimenti devono essere dinamici, ovvero rimanere sempre legati all’oggetto riferito qualunque cosa succeda.
Esempio. Se vi siete riferiti al “Capitolo 2” avrete una frase del tipo:
“Nel capitolo 2 è stato precisato….” . Se per caso viene aggiunto un capitolo precedente al capitolo 2, questo diventerà capitolo 3 e quindi il riferimento dovrà aggiorarsi automaticamente.
Questo garantisce una grande flessibilità nella scrittura dei testi con possibilità di aggiungere parti il qualunque punto senza dover impazzire sistemando a mano ogni riferimento.
Una situazione analoga è quella delle didascalie: in una tesi scientifica è obbligatorio utilizzare delle didascalie per le figure che devono avere un numero e una descrizione e quella delle equazioni che invece è tipicamente soltanto un numero. I due programmi sono in grado di gestire queste caratteristiche?
I riferimenti incrociati in Word 2007
Le funzionalità dei riferimenti incrociati sono state ereditate dalla versione precedente di Word: l’unica differenza sta nel fatto che il riferimento incrociato si aggiunge utilizzando un apposito tasto posto sul pannellone di Word 2007, comodo e facile da trovare nella scheda riferimenti. A questo punto ci appare una finestra con diversi menù a tendina (inserire figura) che ci consente di inserire il riferimento. Questi menù contengono tutte le variabili “campo” del documento ovvero quelle che sostanzialmente caratterizzano il testo (didascalie di figure, equazioni e capitoli o qualsiasi cosa abbiamo aggiunto).

Tuttavia si risconta una forte scomodità grafica della finestra: i menù a tendina sono scomodissimi perché in questo caso non fanno altro che aumentare il numero dei clic per inserire il riferimento e inoltre non permettono di vedere con un colpo d’occhio i riferimenti che stiamo cercando. Strano che quelli di Microsoft non badino a queste cose a cui apparentemente tengono molto, vista la rinnovata interfaccia di Word 2007. La finestra che gestisce i riferimenti incrociati è rimasta invariata, confermando che la gran parte delle modifiche in Word 2007 è solo data dal pannellone, un semplice rimescolamento dei vecchi menù a tendina ma che hanno lasciato quasi intatta la struttura preesistente.
Riferimenti incrociati in Writer 2.3
Come si comporta OpenOffice.org su questo aspetto? Anche stavolta il programa libero per l’ufficio è all’altezza della situazione. Dal menù “inserisci” possiamo scegliere la voce “Riferimenti incrociati” (che tra l’altro è possibile mettere sul pannello per aprirla più rapidamente, nel caso usiamo spesso questa funzionalità). Si aprirà una chiara finestra che avrà dei box con all’interno l’elenco di quello che ci serve: sulla sinistra il tipo di riferimento (figura, equazione, ecc), al centro l’elenco degli oggetti del tipo selezionato e sulla destra il formato del riferimento (ovvero se vogliamo riferirci col numero di pagina in cui si trova l’oggetto, o la sua didascalia e così via ci sono diverse opzioni). Graficamente la finestra è chiara e semplice e in pochi clic riusciamo a scegliere il riferimento desiderato. Su questo aspetto Writer è ancora una volta superiore a Word, forse persino più intuitivo.

Le didascalie
La gestione delle didascalia è l’altra sponda del mare dei riferimenti. Se infatti abbiamo la possibilità di riferirci a qualcosa è perché nella maggior parte dei casi abbiamo inserito delle didascalie (oltre alla numerazione dei capitoli che permette di riferirci direttamente al capitolo ma di questo ne ho già parlato nelle puntate precedenti). In generale le didascalie possono essere diverse a seconda del tipo di testo che stiamo scrivento. Tipicamente in una tesi di ingegneria le principali categorie sono:
-
Figure
-
Tabelle
-
Equazioni
Questo è quello che capita nel mio caso ma il discorso può essere fatto anche per categoria diverse, nel caso ne avessimo bisogno.
Sia Word che Writer gestiscono già di default le categorie Figure (che in Writer è chiamata “immagine” ma è facilissimo cambiare in figura se preferiamo) e Tabelle. Di fatto queste categorie sono simili e standard poiché sono tipicamente così fatte:
“Categoria x.x : descrizione”
Ad esempio:
“Figura 2.1 : tramonto”
“Tabella 1.2: crescita popolazione”

In questi casi infatti possiamo utilizzare qualsiasi categoria e automaticamente verrà gestita la numerazione. La didascalia verrà inserita sopra o sotto l’oggetto (scelta possibile in entrambi i software).

Il vero problema è invece nelle formule (equazioni per Word). In questo caso, almeno per quanto riguarda un testo scientifico tipicamente non si vuole indicare il nome della categoria ma soltanto il numero e inoltre la didascalia è più corretto inserirla a fianco dell’equazione ovvero: equazione centrata e numero equazione allineato alla destra. Come ben presto vedremo sia Writer che Word non gestiscono bene questo aspetto o per lo meno non hanno soluzioni così intuitive come dovremmo aspettarci.
Didascalie equazioni in Word
Per aggiungere la didascalia per equazioni si può usare la voce specifica e seleziona che non si vuole che contenga il nome della categoria. Questo permette di risolvere il primo problema ma rimane l’impossibilità di posizionare la didascalia di fianco all’equazione in modo automatico (magari inserita tra parentesi in questo modo):
(2.1)
Questa operazione non è sempre così semplice perché può creare problemi a Word nella gestione dei riferimenti e nell’impaginazione dell’oggetto. Come fare allora? Una soluzione usata in un modello di documento per tesi era quella di inserire la didascalia sotto e poi di allinearla a destra e quindi aggiungere a mano le due parentesi (operazione da fare a mano ogni volta). Ovviamente è un ripiego che è ben lontano da quello che si ottiene usando ad esempio programmi come latex.
Didascalia formule in Writer
Su questo aspetto Writer cade un po’ miseramente. Infatti mentre Word permette per lo meno di inserire didascalia che non contengano il nome della categoria, Writer non ne vuole sapere: se vogliamo aggiungere una nuova categoria non sarà possibile non usare anche il nome categoria ovvero evitare che ad ogni equazione compaia qualcosa come :
“Equazione 1.5” invece di (1.5)
In Writer la soluzione non è immediata. Per risolvere ho dovuto usare Google e usare degli strumenti più avanzati. E sicuramente questa è una pecca per Writer. Di soluzioni ne esistono poi diverse. Nel mio caso, volendo riprodurre la stessa cosa del modello Word ho dovuto creare una nuova variabile di tipo “sequenza” che è semplicemente un numero incrementale. In questo modo se andremo nel menù Inserisci -> comando di campo -> altro potremo ritrovare la variabile che abbiamo creato e inserirla ogni volta che ci serve e apparirà così il numero progressivo che identifica la formula. L’inserimento del riferimento invece non è diverso da quanto spiegato all’inizio dell’articolo. Ovviamente anche le parentesi come in Word andranno aggiunte a mano.
La sensazione è che con l’uso delle variabili sia possibile una maggiore personalizzazione che però risulta eccessiva per inserire semplicemente le didascalie delle equazioni. Dall’altra parte in Word la gestione dei campi e delle variabili, che non tratterò in dettaglio in questa serie di guide, sempre molto più complessa.
Conclusione
Sicuramente la gestione delle didascalie equazione è pessima per entrambi i programmi perché credo che sia importante gestirle in modo migliore di default, cosa che non accade. Word si salva perché offre qualche opzione in più e permette di aggirare il problema in qualche modo, ma non di risolverlo direttamente. Writer costringe l’utente a cercare soluzioni su internet e le soluzioni non sono nemmeno così banali. A favore di Writer c’è sicuramente l’ottima gestione dei riferimenti incrociati che è più semplice e intuitiva.
Alla prossima puntata.
Introduzione: Microsoft Office 2007 vs OpenOffice.org 2.3: la serie
Prima puntata: Ms Word 2007 vs OpenOffice Writer 2.3: Interfacce grafiche
Seconda puntata: Microsoft Word 2007 vs Openoffice Writer 2.3: Rese grafica e stabilità
Terza puntata: Microsoft Office 2007 vs OpenOffice.org 2.3: Stili, numerazione capitoli
Quarta puntata : Microsoft Office 2007 vs OpenOffice.org 2.3:Gestione delle immagini
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