Inserito da: killerofgiant | Maggio 5, 2008

[PLIO] Sostieni il software libero ! Il 5×1000 a OpenOffice.org

Questa devo dire che è sicuramente una bella iniziativa e più che sensata. Facilmente tramite il 5×1000 possiamo aiutare il software libero che usiamo. Il PLIO è sicuramente un’associazione importantissima per OpenOffice e il suo sviluppo in Italia. Quando facciamo la nostra dichiarazione dei redditi non dimentichiamo il PLIO.

Trieste, 5 maggio 2008 – L’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org, lancia una campagna di finanziamento a sostegno dell’attività di volontariato contro l’emarginazione tecnologica, attraverso la raccolta del 5 per mille dell’IRPEF. E’ la prima volta che una ONLUS a sostegno del software libero ha accesso a questo tipo di fondi, ed è importante che coloro che condividono le finalità dell’associazione ricordino di firmare e indicare il codice fiscale del PLIO – 90113350327 – negli spazi predisposti nella dichiarazione dei redditi (Modello Unico PF, Modello 730, Scheda Allegata al CUD). La scelta del 5 per mille non è alternativa a quella dell’8 per mille, e non rappresenta assolutamente un aggravio per il contribuente.

“Il software libero è una grande opportunità per il superamento del digital divide”, afferma Davide Dozza, Presidente dell’Associazione PLIO. “OpenOffice.org è una suite di applicazioni per l’ufficio che può essere usata liberamente e gratuitamente da qualsiasi individuo e per qualsiasi scopo, e quindi abbatte una parte importante dei costi di accesso all’information technology. Per questo motivo, è fondamentale per il mondo delle scuole, in quanto permette a tutti gli studenti che hanno un PC di avere gli strumenti di base per scrivere, fare calcoli, presentazioni e disegni, e gestire database. Ed è altrettanto fondamentale per la pubblica amministrazione, in quanto permette di ridurre la spesa per l’information technology e dirottare i soldi pubblici su iniziative più costruttive rispetto all’acquisto delle licenze di software proprietari che hanno le stesse funzionalità”.

L’Associazione PLIO utilizzerà i fondi che provengono dalla campagna “5×1000″ per una serie di iniziative a favore della “cittadinanza digitale”: un diritto di tutti i cittadini che non può essere legato all’acquisto della licenza d’uso di un software proprietario. Le iniziative saranno indirizzate in modo particolare alle categorie svantaggiate e agli studenti, e prevedono la distribuzione di CD con il software, la stampa di manuali, la partecipazione a eventi e manifestazioni di tipo divulgativo, e l’organizzazione di seminari di presentazione. Le istruzioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi con l’attribuzione del 5 per mille all’Associazione PLIO si trovano sul sito all’indirizzo: http://www.plio.it.

L’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OOo, raggruppa la comunità italiana dei volontari che sviluppano, supportano e promuovono la principale suite libera e open source per la produttività negli uffici: OpenOffice.org. Il software usa il formato dei file Open Document Format (standard ISO/IEC 26300), legge e scrive i più diffusi tra i formati proprietari, ed è disponibile per i principali sistemi operativi in circa 100 lingue e dialetti, tanto da poter essere usato nella propria lingua madre da più del 90% della popolazione mondiale. OpenOffice.org viene fornito con la licenza GNU LGPL (Lesser General Public Licence) e può essere usato gratuitamente per ogni scopo, sia privato che commerciale.

PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org: http://www.plio.it. Vola e fai volare con i gabbiani di OpenOffice.org: usalo, copialo e regalalo, è legale!


Risposte

  1. anche la FEI ha gli stessi scopi, un po’ più vasti ma gli stessi, magari si riuscisse a farli combaciare. io vorrei dare 3 o 4 5×1000, mica mi sta a cuore un progetto solo …
    una volta pensavo che in certi stati del mondo bisognava fare la beneficenza perché lo stato, ingiustamente e colpevolmente, non si prendeva cura dei suoi cittadini e delle cose che miglioravano la loro vita. quanto mi sentivo fortunato a vivere in italia. dopo dieci anni dobbiamo rimboccarci le maniche e oltre a dare il nostro tempo bisogna anche pagare con i soldi ciò che migliora la nostra vita. ma allora questo stato che ci sta a fare? e che ci fa con i nostri soldi? e con i nostri voti? …


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