Inserito da: killerofgiant | Ottobre 25, 2008

[PR] Il Linux Day 2008 all’insegna della solidarietà

Parte la campagna: “Proteggi una specie in estinzione, adotta un utente di Microsoft Office”

Trieste, 22 ottobre 2008 – In occasione del Linux Day 2008, che si terrà sabato 25 ottobre in 119 città italiane (tutte le informazioni relative alla manifestazione sono sul sito http://www.linuxday.it/), la Italian Linux Society (ILS) e l’Associazione PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org) lanciano una campagna per la protezione di una specie a rischio di estinzione: gli utenti di Microsoft Office.

Ciascun membro della ILS e del PLIO si impegna a salvare un utente di Microsoft Office facendolo migrare in modo progressivo a OpenOffice.org 3.0, secondo un percorso che prevede prima la coesistenza delle due suite – con un uso sempre più ampio di OOo 3.0 – fino all’abbandono di Office.

“Che gli utenti di Office fossero destinati all’estinzione lo aveva implicitamente ammesso la stessa Microsoft, paragonandoli a dinosauri”, afferma Michele Dalla Silvestra, Presidente della Italian Linux Society. “Il messaggio di quella campagna pubblicitaria, però, non è stato sufficientemente forte da portare a un abbandono totale della suite, per cui – insieme al PLIO – abbiamo deciso di creare dei gruppi di volontari per convincere anche gli ultimi sostenitori ad abbandonare Office”.

“OpenOffice.org rappresenta il futuro perché offre un’ampia libertà di scelta agli utenti: è libero e basato su standard aperti, ed è disponibile per le piattaforme più usate – Linux, MacOS e Windows – e per la maggior parte delle lingue”, prosegue Davide Dozza, Presidente dell’Associazione PLIO. “Microsoft Office rappresenta il passato perché limita le opzioni: non è disponibile per Linux e per molte lingue minori, e ha un prezzo eccessivo rispetto alle funzionalità utilizzate dalla maggior parte degli utenti. Agli utenti facciamo una semplice domanda: volete continuare a guardarvi indietro, o preferite volare in avanti insieme ai gabbiani di OOo 3.0?”.

I download della versione italiana di OpenOffice.org 3.0 sono stati più di 210.000 in una settimana, pari a una media di oltre 30.000 al giorno. A livello mondiale, il totale ha superato i 3 milioni. Queste cifre non comprendono coloro che installano il software da un CD e le installazioni multiple.

La ILS e l’Associazione PLIO invitano quindi gli utenti di Microsoft Office nelle 119 sedi del Linux Day 2008, per essere adottati e conoscere la realtà del software libero. Coloro che porteranno il proprio PC potranno iniziare immediatamente la terapia, poiché gli verranno installati – gratuitamente, e senza eliminare né Windows né Microsoft Office – Linux e OpenOffice.org 3.0.

Italian Linux Society

Sito: http://www.linux.it/Pagina_principale
Elenco dei Linux User Group: http://www.linux.it/LUG/
Linux Day 2008: http://www.linuxday.it/

Associazione PLIO

Associazione PLIO: http://www.plio.it
OpenOffice.org 3.0 in italiano: http://it.openoffice.org/download/
Modelli in Italiano: http://wiki.services.openoffice.org/wiki/Modelli
OpenOffice.org nelle altre lingue: http://download.openoffice.org
Estensioni per OOo: http://extensions.services.openoffice.org

L’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OOo, raggruppa la comunità italiana dei volontari che sviluppano, supportano e promuovono la principale suite libera e open source per la produttività negli uffici: OpenOffice.org. Il software usa il formato dei file Open Document Format (standard ISO/IEC 26300), legge e scrive i più diffusi tra i formati proprietari, ed è disponibile per i principali sistemi operativi in circa 100 lingue e dialetti, tanto da poter essere usato nella propria lingua madre da più del 90% della popolazione mondiale. OpenOffice.org viene fornito con la licenza GNU LGPL (Lesser General Public Licence) e può essere utilizzato gratuitamente per ogni scopo, sia privato che commerciale.

PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org: http://www.plio.it. Vola e fai volare con i gabbiani di OpenOffice.org: usalo, copialo e regalalo, è legale!

Mi ricollego all’articolo del solito Italo Vignoli e all’associazione PLIO per dire la mia sulla questione delle migrazione da Microsoft Office a OpenOffice.

Nel percorso della mia guida ho già evidenziato le differenze che si riscontrano tra i 2 programmi, e anche i pregi e difetti che i 2 programmi (tengo a sottolineare che in confronto che ho fatto era fra una versione di Office recentissima, la 2007 contro OpenOffice 2.3 che è sicuramente più vetusto ma che tuttavia ha retto il confronto) hanno. Il problema della migrazione però è ben altro e non è solo una questione di qualità del programma. Ma possiamo fare delle distinzioni

Utenti privati

Un utente a casa alla fine usa questi programmi per lavorettini: che so scrivere qualcosa lettere, racconti, o qualche documento; userà un foglio di calcolo per svolgere dei conti, raramente farà una presentazione e se proprio ha un po’ di passione farà anche un database. insomma questo genere di utenti  non fa un uso molto approfondito di una suite per l’ufficio che sia OpenOffice oppure Microsoft Office. Questi utenti sono quelli che più di tutti possono migrare perché alla fine per loro non è un grosso problema non avendo altre esigenze (ben lontane da questioni tecniche). Al più incontreranno qualche difficoltà per abituarsi al  nuovo software ma poco più. In più OpenOffice è gratuito o meglio non richiede di dover ricorrere alla pirateria per scrivere una lettera. Per cui molti utenti casalinghi potrebbero anche fare questo ragionamento. E probabilmente lo fanno visto il numero di download che abbiamo. Insomma OpenOffice è facile da trovare basta un click per scaricarlo, funziona bene perché non usarlo???

Studenti

Questi utenti potrebbero rientrare nella prima categoria. Alla fine loro useranno spesso il loro pc personale per fare lavori legati all’università. Scrivere relazioni, presentazioni o la tesi. Questi utenti troveranno però una situazione diversa:spesso saranno costretti ad usare software proprietario, magari usando versioni pirata, perché costretti dall’università o dalla scuola stessa. Spesso i professori pretendono l’utilizzo di certi formati che casualmente sono quelli di Office. Il povero studendo è quindi costretto ad adattarsi e lo fa a costo zero usando copie pirata dei programmi (in effetti Office non viene fornito dalle università/scuole al massimo gli studenti possono usufruire di sconti ma sempre circa 100€ ci vogliono per una versione student di Officce contro 0€ di OpenOffice). Anche qui la scelta di Office è dettata non da questioni tecniche.

Aziende / Pubblica amministrazione

Qui la situazione è più critica. Mettiamoci  nei panni di un’azienda ad esempio di grosse dimensioni. oggi l’azienda usa Microsoft Office e spenderà X euro per licenze. L’azienda scopre l’esistenza di OpenOffice e sapendo che costa 0 e fa più o meno le stesse cose e decide di fare un’indagine per verificare la convenienza di una possibile migrazione. Gli esperti della azienda fanno le loro valutazione. Il primo passo è quello tecnico: OpenOffice può sostituire, ai fini dell’azienda Ms Office? Supponiamo che rispondano di sì (e direi che può anche essere così). Questo è solo il primo passo.

Gli esperti stimano un primo costo. Per effettuare la migrazione è necessario far intervenire i sistemisti che dovranno su ognuno degli N pc aziendali fare la migrazione. Si accorgono che anche OutLook è un programma da sostituire e decidono di farlo con Evolution che è gratuito ma anche questo richiede una voce spesa per i sistemisti che dovranno migrare completamente l’elenco degli indirizzi dell’impresa assicurandosi che non ci siano perdite di dati.

Fatta questa stima si rendono conto però che la sostituzione non può avvenire in un solo giorno. Viste le dimensioni dell’azienda suppongo che la migrazione avverrà in 6 mesi e quindi per quei 6 mesi pagherrano ancora le licenze Microsoft.

L’indagine prosegue. Gli esperti prendono alcuni dipendenti e gli fanno usare openOffice per alcune settimane e scoprono che alcuni hanno qualche difficoltà e che è richiesta un minimo di formazione a una certa percentuale di utenti. Questa formazione viene messa a spesa.

Infine si accorgono che esistono software sviluppati internamente all’azienda oppure fatti fare fuori per gestire automaticamente i documenti e che questi programmi supportano esclusivamente i formati proprietari microsoft. Questi programmi sono necessari alla gestione dell’azienda ma si integrano solo con Office. Per completare la migrazione allora stimano che sarà necessario un’anno di graduale passaggio da un software all’altro e che inoltre sarà necessario riscrivere o far riscrivere questi programmi. Per cui gli esperti detto tutto questo fanno uno specchietto finale dell’investimento:

investimento:

  • formazione dei dipendenti
  • installazione su tutti i pc di OpenOffice fatta da sistemisti esperti
  • migrazione da Outlook a Evolution e aggiornamento della rubrica globale aziendale
  • costi periodo di adattamento dipendenti
  • costi delle licenze microsoft ancora residue perché non ancora migrate
  • Risviluppo di software di supporto

Risparmio:

  • N licenze microsoft

Quello che voglio dire è che un’azienda valuterà in questo modo il costo di un’eventuale migrazione (potrei anche scrivere una serie di articoli su questo argomento mettendoci dei numeri). E non è scontato che sia tutto gratuito. Dipende da vari fattori. Possiamo immaginare che una piccola azienda che ha soltanto 10-20 computer, difficilmente userà programmi particolari e avrà un’enorme rubrica di indirizzi, potrebbe migrare senza problema. Un’azienda di medie e grosse dimensioni invece avrà tutti questi costi da sostenere. Ma dobbiamo pensare che la stessa cosa si avrebbe passando da Office 2003 (che è quello più diffuso in ambito aziendale) a Office 2007 richiederebbe uno sforzo dello steso tipo, forse solamente con costi più ridotti perché bene o male Office 2007 supporta pienamente i formati vecchi (in teoria naturalmente).

Una nuova azienda invece potrebbe risparmiare fin da subito ma a quel punto evita del tutto la Microsoft installando direttamente Linux.

Non so che ne pensate ma purtroppo la migrazione è comunque un costo per l’azienda e non un risparmio immediato come si può facilmente pensare.


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